MILANO FASHION WEEK: ORGOGLIO E PASSIONE

Anche questa Settimana della Moda milanese è finita.

E’ stata una settimana davvero incredibile. Sono moltissimi gli eventi che si sono susseguiti, non sono mancate le sorprese e i momenti di grande emozione. Raccontare una settimana così non è mai cosa semplice, perché vorresti ricordarti ogni cosa, citare ogni protagonista, dare spazio a ogni dettaglio.

Per questa edizione, ho volutamente scelto di dare priorità a certi stilisti: ho preso il programma e mi sono segnata ciò che mi interessava di più, perché tutto non si può fare e volevo godermi certi momenti che ritenevo fondamentali.

Gucci ha aperto il sipario il primo giorno con un nuovo incredibile show di Alessandro Michele: geniale e visionario, il direttore creativo di Gucci ha accolto il suo pubblico in un’atmosfera storica, tra gigantesche statue e ambientazione da dancing floor. Ogni creazione ha sfilato carica di energia: il marchio della maison sempre in primo piano, acconciature folte in pieno mood fine Anni Settanta, collane che dettano stile, grandi e vistose, bellissime. Ancora una volta tanta ricerca nel passato per creare un nuovo futuro, Alessandro Michele è senza dubbio un talento rarissimo e irrefrenabile.

La maison romana Fendi è andata in scena il secondo giorno tra straordinarie atmosfere tropicale e futuristiche. Karl Lagerfeld ha creato una collezione piena di colori caldi, di stampe geometriche e scollature vogliose. E’ stupefacente l’incessante creatività di un direttore creativo come Lagerfeld che è lui stesso un’icona. Maledettamente top!

Nello stesso giorno è stato il turno di Prada. Ancora una volta Miuccia Prada strabilia con la sua fervida immaginazione e la scelta di mixare le cose più diverse. Il suo messaggio militaresco è tra le stampe a fumetti, i maxi cappotti a doppio petto e le giacche private della maniche. Borchie, bottoni preziosi e dettagli animalier hanno accompagnato l’invito a essere indipendenti, a pensare con la propria testa. E ciò che ogni volta lascia a bocca aperta è l’incredibile e indissolubile legame che c’è tra Miuccia e l’arte.

Giorgio Armani è stato capace di rompere nuovi schemi: acconciature cortissime e make-up futurista hanno fatto da cornice a temi floreali dai colori vivacissimi, stampe asimmetriche e tessuti fluttuanti anche sulle gonne corte. Tra il suo pubblico c’erano Cate Blanchett e la regina Charlene. Armani resta indiscutibilmente Re Giorgio.

Il terzo giorno è stato il turno di Donatella Versace la cui sfilata è andata in scena in memoria dell’indimenticabile fratello Gianni, della cui scomparsa ricorrono i 20 anni proprio quest’anno. Il pubblico presente è stato trasportato agli anni d’oro di Gianni, allo sfarzo delle sue creazioni: i tessuti riportavano stampe provenienti dagli archivi della maison per celebrare la vita e il suo genio creativo. E la sorpresa finale è stato l’olimpo con le 5 top model amate da Gianni Versace: in abiti dorati ecco Carla Bruni, Helena Christensen, Cindy Crawford, Claudia Schiffer e Naomi Campbell. Applausi e tanta emozione per queste muse indimenticabili e ancora bellissime.

Ma le sfilate che personalmente mi hanno colpita di più sono state quelle di Elisabetta Franchi e Dolce & Gabbana.

Elisabetta Franchi ha scelto una passerella in legno e scenografia country per la sua donna che ritorna alla tradizione andando indietro nel tempo fino all’Ottocento, ritrovando accessori femminili importanti come cappelli e guanti. Seguo la stilista da anni, di Elisabetta mi piace – oltre al suo stile ineguagliabile – la determinazione e la coerenza, anche quella di aver scelto di sfilare fuori calendario a causa di divergenze in merito al posizionamento e all’orario. La bellezza della sua sfilata me la sono goduta in diretta su Instagram.

E infine Dolce & Gabbana, in festa doppia e doppio show. Prima una sfilata segreta sabato sera dedicato a collezione di abiti da sera con un cast tutto millennials e social influencer e poi la sfilata ufficiale nella giornata di domenica dove in passerella hanno sfilato modelle vestite di pizzo, verdura, animali e carte da gioco. La donna di Dolce & Gabbana è una Regina di Cuori circondata di gioia e passione. Ovviamente non sono mancati i riferimenti alla Sicilia, sempre nel cuore.

Ma che altro è successo in questa incredibile settimana?

E’ stata anche la prima volta del Green Carpet Fashion Awards Italia, evento organizzato dalla Camera della Moda in collaborazione con Livia Firth – moglie dell’attore Colin Firth – dedicato alla sostenibilità ambientale e sociale. Molti gli ospiti internazionali intervenuti e il tappeto su cui farsi immortalare stavolta era di colore verde. L’evento si è svolto presso il Teatro alla Scala e tra gli stilisti sono stati 4 gli italiani premiati per il loro impegno sostenibile: Giorgio Armani, Miuccia Prada, Pierpaolo Piccioli e Alessandro Michele. Ma la più bella sul Green Carpet è stata Gisele Budchen in un meraviglioso abito lungo di Stella McCartney.

Questa Milano Fashion Week è stata davvero innovativa e ricchissima, ha dato più spazio al talento e ai giovani, ma soprattutto ha mostrato quanto è grande la passione per il proprio lavoro: un’eccellenza tutta italiana di cui essere sfacciatamente orgogliosi.

Prossima fermata: Parigi.

 

(Photo da www.vogue.it e www.nowfashion.com)

 

 

CHIARA FERRAGNI: A MILANO IL PRIMO SHOWROOM

E alla fine tutto questo navigare ha trovato un porto.

Il primo showroom di Chiara Ferragni ha finalmente aperto a Milano (via Capelli, zona piazza Gae Aulenti) ieri. Uno spazio di circa 100mq dalle linee semplici ma eleganti, tutto vetro e divanetti, dove Chiara ha deciso di allestire il suo primo negozio vero e proprio ospitando la nuova collezione. La notizia era già online da qualche giorno, molti si chiedevano se avrebbe interrotto la vacanza a Capri per presenziare al proprio evento e così non ho potuto fare a meno di andare a dare un’occhiata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’occhio con le lunghe ciglia, logo del brand che porta il nome della più famosa blogger italiana, primeggia sul fascione scuro della vetrina sotto cui  l’insegna “Chiara Ferragni” tirata a lucido è nome, cognome e brand allo stesso tempo.

All’interno ho trovato tutti i più famosi capi di Chiara: le famose t-shirt, le felpe, gli zainetti, le immancabili cover per l’iPhone e molto spazio dedicato alle scarpe, dalla sneaker alla ballerina glitterata. Tutto brilla tra il bianco, l’argento, il rosa e l’azzurro mentre coppie di scarpe si alternano una dietro l’altra, tra colori e modelli differenti, su un nastro scorrevole ricordando il percorso delle modelle durante una sfilata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sul pavimento un tappeto mi lancia un’occhiata con lunghe ciglia. E sembra dire: “Ti piace tutto questo?”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho curiosato attentamente ovunque all’interno dello store, lo staff è stato molto gentile e disponibile. E lo ammetto: mi sono trattenuta dal fare qualsiasi acquisto perché il mio obiettivo era vedere dal vivo tutta la collezione e farmi un’idea.

All’esterno, ragazze a caccia di selfie e qualche irriverente curioso dal video facile per dimostrare che il negozio ha aperto ma di Chiara, nemmeno l’ombra (in realtà era stata allo store il giorno prima).

Sono molti quelli che la criticano, parecchi quelli che la insultano – basta leggere certi commenti lasciati sul suo profilo Instagram –  e probabilmente tanti quelli che la invidiano (però la seguono) per la vita che fa e per il suo indiscutibile successo: sempre in viaggio, trucco impeccabile, capelli meravigliosi, hotel da sogno e persino per la sua storia d’amore con Fedez. A tutti questi si aggiungono i milioni di fans che la adorano e che la prendono a modello e che sognano, perché no, un guardaroba come il suo.

Ma Chiara non è più una blogger nè solo un’influencer: è un’imprenditrice a tutti gli effetti e probabilmente un nuovo modello di business. E un suo store a Milano non poteva mancare.

Perché Chiara non si ferma e va avanti per la propria strada. Altro volo, altro viaggio, altra meta, altra foto, con coraggio e ottimismo. Ha costruito un’azienda che cresce con numeri sbalorditivi, è testimonial di famosi brand, il suo account su Instagram ha raggiunto i 10 milioni di followers e da un posto all’altro del mondo, continua a mettere in pista nuovi progetti, nuove idee, a rompere schemi.

Forse per gli haters non c’è tempo.

Con quel suo logo a forma di occhio Chiara Ferragni lancia il messaggio più semplice e immediato di tutti: “guardami”.

E decisamente più che social. E funziona.

Sì, mi piace!

LOVE BAG: LA BORSA CHE DICE CHI SEI

Noi donne lo sappiamo bene: la borsa è il nostro mondo un piccolo, probabilmente l’accessorio più personale in assoluto.

Pinko – noto marchio italiano fondato da Pietro Negra con la moglie Cristina Rubini negli anni ’90- ha creato una borsa molto speciale: la Love Bag. A metà tra una clutch e una tracolla, la Love Bag è una borsa rigida di dimensioni medio-piccole con una tracolla a catena rigorosamente dorata di una lunghezza che consente di portarla a spalla, come si usava negli anni ’70.

Pinko ha fatto della sua Love Bag un oggetto di tendenza fino a diventare uno dei pezzi preferiti da blogger e influencer. Ma il marchio italiano ha fatto un salto in più dando vita a un progetto di personalizzazione della borsa: oggi è possibile infatti ordinare la Love Bag facendola personalizzare con il proprio nome. A disposizione ci sono 4 combinazioni di colori e un’attesa di 5 settimane per avere la propria Love Bag in edizione limitata.

Il lancio di questo nuovo e meraviglioso progetto è stato celebrato con un cocktail party il 7 giugno a Milano presso lo showroom di Pinko in via Montanapoleone 26 in collaborazione con Grazia. E noi c’eravamo!

In un’atmosfera di musica hip hop e i colori scoppiettanti della nuova collezione, Pinko ha dato un allegro benvenuto a ospiti d’eccezione come le influencer Miranda Makaroff e Candela, assieme a una discreta folla di appassionate fans e fortunate lettrici della famosa rivista diretta da Silvia Grilli.

All’interno dello showroom lo staff di Pinko ha mostrato la nuova Love Bag personalizzata: i colori disponibili, il nome letteralmente cucito sulla borsa, con accurate rifiniture dorate. Insomma, un vero gioiello must-have.

Ma cosa mi è piaciuto di più?

Beh, di questo evento ci è piaciuto il mood: un oggetto personalizzato come una borsa, a cui nessuna donna rinuncia, non è solo una moda, bensì un messaggio forte di affermazione di sè e della propria identità. Nell’era dei social network e di altrettante tensioni socio-culturali, la Love Bag è una borsa carica di grinta e femminilità, perchè la sfida più grande non è apparire, ma avere il coraggio di essere sempre se stessi.