VACANZE FINITE: COME AFFRONTARE IL RIENTRO IN UFFICIO

E così anche queste vacanze sono giunte al termine un po’ per tutti. Qualcuno è già tornato al lavoro, qualcuno sta per affrontare il famigerato lunedì del rientro.

Per più anni di fila, seguendo il consiglio di un collega più anziano – e più saggio! – ho volutamente scelto di non rientrare al lavoro di lunedì. Il mio collega sostiene che rientrando in ufficio di martedì o mercoledì, l’impatto sia meno traumatico perché tornare al lavoro a settimana iniziata, oltre a consentire di riprendere il ritmo poco alla volta, aiuta la produttività e favorisce un approccio maggiormente positivo.

Devo dire che questa scelta di seguire questa teoria, si è rivelata molto utile e perfettamente funzionante per me fino all’anno scorso. Quest’anno invece il mio rientro in ufficio cadrà proprio di lunedì.

Ma come ci si prepara al rientro in ufficio dopo le vacanze?

Lunedì a parte, io ho ormai il mio metodo.

1- Bella fresca

Innanzitutto cerco di arrivare al mio lunedì bella riposata: quindi gli ultimi due giorni tendo ad andare a letto prima, a non strafare col cibo e col vino, a non fare le ore piccole nel weekend che precede il mio rientro. Ci tengo a tornare al lavoro con un aspetto riposato e luminoso, che sappia di vacanza, per cui la sera prima faccio sempre anche una maschera al viso e prima di andare a letto una bella tisana.

2 – Connessione

Lavorando nell’ufficio di un’azienda che non chiude mai ho la possibilità di connettermi e tenere sott’occhio la posta ed eventuali urgenze che ovviamente si sono ridotte allo zero nel mese di agosto. Qualche giorno prima di rientrare in ufficio comincio a leggere le mails per capire cosa mi aspetta, cosa è successo e per allinearmi con chi è rientrato prima di me. Cerco sempre di non arrivare al giorno di rientro con posta arretrata eccessiva che mi porterebbe via tempo prezioso e mi farebbe ripartire già, per certi versi, in affanno.

3 – Nuove regole

Come a gennaio, anche settembre è un po’ il mese degli obiettivi. Per me è il mese in cui faccio più che altro il punto dell’anno: torno agli obiettivi che mi sono posta a gennaio – soprattutto quelli personali – cercando di capire a che punto sono (vedi post http://www.theflared.com/2017-ecco-i-buoni-propositi/ ) e solitamente, stabilisco nuove regole per me: questo mi aiuta ad accelerare col raggiungimento di ciò che mi ero prefissata, a rivedere eventuali intoppi e ad aggiustare il tiro se necessario. Ma soprattutto a capire se gli obiettivi che mi ero data 8 mesi fa sono ancora quelli che voglio raggiungere. Nei prossimi 4 mesi intendo concentrarmi al massimo sui miei progetti e sulle nuove opportunità che stanno nascendo.

4 – Outfit e make up

Il mio rientro in ufficio richiede un po’ di attenzione anche per quanto riguarda il mio make up e l’outfit: se necessario anticiperò qualche acquisto ma soprattutto preparerò i miei capi la sera prima dopo aver verificato le previsioni del tempo (mentre scrivo è venerdì e ci sono ancora 30 gradi ma per il weekend è previsto un abbassamento delle temperature e pioggia) e l’agenda del giorno. Quanto al make up, l’accento sarà sulle ciglia quindi poco ombretto ma di massima tenuta e tanto mascara, irrinunciabile per me.

5 – Applicare la nuova “me”

Ho avuto delle vacanze favolose. Per il secondo anno di fila ho spezzato le mie vacanze in due destinazioni differenti: il mare e una città. Chi mi ha seguito per tutto il tempo su Instagram sa quanto ho adorato il Salento e Copenhagen, due luoghi dove non ero mai stata prima.  In mezzo, tra un volo e l’altro, tra un cambio valigia e uno spostamento, ci sono stati gli amici, la mia famiglia, infinite giornate di sole e la partecipazione a ben due matrimoni. Per non farmi mancare proprio niente! In tutto questo ho staccato dal mio lavoro, soprattutto mentalmente, e dalla mia immensa stanchezza accumulata. Mi sono concentrata sul mio tempo, sulle persone che amo, ho letto di più, ho investito sul mio blog e su di me per una nuova me.

E sarà la nuova Me, piena di entusiasmo e vibrazioni positive, di voglia di fare cose nuove e di crescere che affronterà il rientro al lavoro lunedì.

Auguro un buon rientro al lavoro a tutti.

Daniela

 

 

 

 

IL MIO VIAGGIO NEL SALENTO

Adesso che sono passati giorni dal mio rientro dal Salento e che le mie vacanze sono quasi al termine, ripenso a tutto ciò che ho vissuto e a tutto ciò che di meraviglioso hanno potuto godere i miei occhi. E sono pronta a scrivere.

La vacanza nel Salento è nata un pò per caso e un pò all’ultimo minuto, ma era già un paio di anni che guardavo foto, curiosavo online, leggevo esperienze di alcuni travel blogger e ascoltavo ammaliata i racconti di amici che ci erano già stati. Mi sono chiesta cosa stessi aspettando ancora. Ho prenotato un volo low cost su Brindisi, cercato un hotel che fosse in una località più a sud possibile e preso un’auto a noleggio online. Poi, sono andata a comprarmi la mia Lonely Planet dedicata alla Puglia.

Il fatto è che sono arrivata a queste vacanze molto stanca, e l’idea di andare una decina di giorni al mare mi faceva già sentire su un altro pianeta. Ma dopo tanti viaggi all’estero, sentivo il bisogno di un mare nostrum, un mare italiano. Avevo voglia di questo, sì. Ho scelto un hotel a Santa Maria di Leuca, che in latino è detta de finibus terrae, cioè l’ultimo pezzo di terra. E’ sulla punta del tacco dello stivale: qui il mare Adriatico e il mar Ionio si incontrano e si passano il testimone come in una staffetta universale. E io volevo stare proprio qui, così avrei anche potuto più facilmente spostarmi sia sul lato adriatico sia sul lato ionico, perché, fondamentalmente, non volevo perdermi nulla.

Il mio tour nel Salento è cominciato il giorno stesso che sono atterrata a Brindisi e in compagnia abbiamo ritirato l’auto a noleggio: avevo già in mente tutto quello che volevo vedere. Quindi prima tappa Alberobello.

Da bambina a casa su una mensola c’era un piccolo trullo che osservavo sempre con curiosità. Un piccolo souvenir di un viaggio fatto dai miei quando erano soltanto loro due e di me non era ancora prevista nemmeno l’esistenza. Per anni sono stata a osservare quel piccolo souvenir, quella casetta a punta tutta bianca con uno strano tetto. E così Alberobello ha avuto la priorità.

Alberobello si trova nel cuore della Valle d’Itria e i trulli sono una costruzione diffusa un po’ in tutta l’area, tra distese di ulivi e terra rossa. Ci siamo arrivati in una giornata di sole senza manco una nuvola, il cielo blu perfetto come solo Dio poteva fare. E Alberobello era lì con le sue stradine, i suoi viottoli e i suoi trulli. Mi sono addentrata ovunque: volevo vedere, fare foto, scoprire e andare alla ricerca di qualcosa di artigianale, qualcosa di bello e fatto a mano da portare a casa dal mio viaggio, come avevano fatto mia madre e mio padre. Mi sono comprata un centrotavola lavorato a macramé, un tipo di ricamo molto particolare – e molto difficile da realizzare – che rischia di scomparire perché nessuno più lo vuole imparare, e ovviamente un piccolo trullo.

Dopo Alberobello, la destinazione è stata l’hotel a Santa Maria di Leuca, anche perché eravamo in piedi dalle 4.15 del mattino. Ho scelto un hotel un po’ fuori dal paese, volevo qualcosa di simile a una masseria, che fosse nel verde o tra gli ulivi. Il Montirò Hotel è stata una decisione assolutamente perfetta.

Nei giorni successivi, abbiamo dato la precedenza alla costa adriatica, dove ci sono meno spiagge, ma molti più scogli, grotte e calette. E sono state proprio le grotte ad attirare la mia attenzione. Nella zona di Castro abbiamo visitato la Grotta Zinzulusa, dentro la quale ci si addentra a piedi con una guida e pagando un biglietto che dura tutto il giorno. Poi con una barca, abbiamo visitato la Grotta Azzurra e la Grotta Palombara. E il colore del mare, vi assicuro, è difficile da descrivere. Perché ti lascia senza fiato con tutte quelle sfumature di azzurro, verde e blu.

Rientrando verso Santa Maria di Leuca, abbiamo optato per la Litoranea, la strada che costeggia il mare e che attraversa tutte le località. Se non avessimo optato per questa scelta non saremmo arrivati a Tricase Porto, un paesino con un piccolo porto e un paio di ristoranti interessanti.

Sempre sulla costa adriatica sono stata a Torre dell’Orso dove c’è una favolosa spiaggia incastonata tra rocce e alla famosa Grotta della Poesia, una piccola insenatura con acque trasparenti. Tutti volevano fare una foto qui, ma ovviamente, essendo ad agosto, c’era parecchia gente, e quindi non è stato semplice!

Poco distante da qui nella località di Melendugno, è possibile lasciare parcheggiare l’auto e addentrarsi in un sentiero che porta sul costone di roccia che dà sul mare. Da qui si possono ammirare le Due Sorelle, due faraglioni che raccontano una strana leggenda. Si dice che due sorelle abbiano perso la vita in mare e che per questo due faraglioni siano emersi dalle acque in loro ricordo. I due faraglioni sono vicinissimi tra loro, quasi in un tentativo di abbraccio.

E poi è stato il momento della costa ionica. Risalendo da Santa Maria di Leuca, abbiamo passato una giornata in spiaggia a Pescoluse, in quella zona di costa chiamata Maldive del Salento. C’è una gigantesca sdraio a segnalare la località, impossibile non vederla. Qui il mare è completamente diverso. La costa è tutta spiaggia libera per kilometri. A ridosso della spiaggia è tutta terra rossa e selvaggia e poi solo la strada.

Ecco, lasciatela così. Non mettetevi a costruire casermoni, megaresort ed ecomostri. Questa costa infinita e selvaggia merita di essere lasciata così, accessibile a tutti, ma aperta e libera.

Sarà perchè quel giorno il vento soffiava forte e il mare era piuttosto agitato, ma le Maldive del Salento mi sono sembrate davvero un posto incredibilmente esotico. Diciamo pure che c’è stato un momento in cui mi sono detta: ciaone, io resto qua.

Quando mi sono ripresa da tutto il vento, il mare e il sale, abbiamo organizzato una giornata in un’altra meravigliosa località nell’entrotrerra: Ostuni.

Ostuni è arroccata su una collina ed è tutta bianca. Così si è difesa dalle invasioni e dalle pestilenze. E’ bellissima e io me ne sono davvero innamorata. Abbiamo girato a piedi tutto il tempo, mi sono persa nelle stradine, nelle botteghe di ceramiche, di gioielli e abiti fatti a mano. Qui – ma se qualcuno di voi ha seguito tutto il mio viaggio su Instagram lo sa! – ho fatto il mio shopping più interessante e soprattutto mi sono comprata un Pumo!

Rientrando da Ostuni, ci è stato consigliato di fare un salto a Torre Guaceto, di nuovo sulla costa adriatica.  Qui abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio lungo la strada e un trenino turistico ci ha portato fino alla spiaggia. Era domenica, tardo pomeriggio, se n’erano andati praticamente tutti. Avete presente com’è una spiaggia senza nessuno?

Gli ultimi giorni abbiamo rallentato: siamo stati più in spiaggia e goderci il mare e il sole e dedicato solo una mezza giornata a Gallipoli, la cittadina più grossa e famosa del Salento sulla costa ionica. Non avendo molto tempo ed essendo con altre persone, ci siamo concentrati sul mercato del pesce – che volevo vedere assolutamente! – , sul centro storico e sulla camminata della Riviera. Ma, quando gli altri si sono distratti, sono riuscita a infilarmi in un negozietto carinissimo di abiti e accessori fatti a mano. E a fare shopping, ovviamente! 🙂

Il giorno della partenza, avendo il volo la sera, l’ho lasciato per Santa Maria di Leuca. Dall’hotel ho camminato a piedi fino al faro e al Santuario, una camminata di qualche km ma fattibile per chiunque. Il faro è della Marina Militare e illumina fino a 40 km di distanza. Accanto, un piazza assolata porta al famoso Santuario. Qui dove la terra finisce, entrambi vegliano, danno luce e speranza a chi ha perso la rotta, a coloro che vivono questa terra e a chi, come me, passa di qui.

Seduta su una poltroncina in aeroporto, attendo l’apertura del mio gate. Nella valigia ci sono i piccoli oggetti che mi sono comprata e di cui sono orgogliosa perché hanno reso possibile questo racconto. Negli occhi ho ancora la luce, il colore del mare, nella mente mille immagini che valgono più di ogni fotografia. Mi sento il cuore pieno di emozione, penso a tutto ciò che ho visto e a ogni incontro speciale fatto.

Il Salento, una terra incredibile: ho adorato la mia vacanza!

Daniela

 

 

 

CHIARA FERRAGNI: A MILANO IL PRIMO SHOWROOM

E alla fine tutto questo navigare ha trovato un porto.

Il primo showroom di Chiara Ferragni ha finalmente aperto a Milano (via Capelli, zona piazza Gae Aulenti) ieri. Uno spazio di circa 100mq dalle linee semplici ma eleganti, tutto vetro e divanetti, dove Chiara ha deciso di allestire il suo primo negozio vero e proprio ospitando la nuova collezione. La notizia era già online da qualche giorno, molti si chiedevano se avrebbe interrotto la vacanza a Capri per presenziare al proprio evento e così non ho potuto fare a meno di andare a dare un’occhiata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’occhio con le lunghe ciglia, logo del brand che porta il nome della più famosa blogger italiana, primeggia sul fascione scuro della vetrina sotto cui  l’insegna “Chiara Ferragni” tirata a lucido è nome, cognome e brand allo stesso tempo.

All’interno ho trovato tutti i più famosi capi di Chiara: le famose t-shirt, le felpe, gli zainetti, le immancabili cover per l’iPhone e molto spazio dedicato alle scarpe, dalla sneaker alla ballerina glitterata. Tutto brilla tra il bianco, l’argento, il rosa e l’azzurro mentre coppie di scarpe si alternano una dietro l’altra, tra colori e modelli differenti, su un nastro scorrevole ricordando il percorso delle modelle durante una sfilata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sul pavimento un tappeto mi lancia un’occhiata con lunghe ciglia. E sembra dire: “Ti piace tutto questo?”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ho curiosato attentamente ovunque all’interno dello store, lo staff è stato molto gentile e disponibile. E lo ammetto: mi sono trattenuta dal fare qualsiasi acquisto perché il mio obiettivo era vedere dal vivo tutta la collezione e farmi un’idea.

All’esterno, ragazze a caccia di selfie e qualche irriverente curioso dal video facile per dimostrare che il negozio ha aperto ma di Chiara, nemmeno l’ombra (in realtà era stata allo store il giorno prima).

Sono molti quelli che la criticano, parecchi quelli che la insultano – basta leggere certi commenti lasciati sul suo profilo Instagram –  e probabilmente tanti quelli che la invidiano (però la seguono) per la vita che fa e per il suo indiscutibile successo: sempre in viaggio, trucco impeccabile, capelli meravigliosi, hotel da sogno e persino per la sua storia d’amore con Fedez. A tutti questi si aggiungono i milioni di fans che la adorano e che la prendono a modello e che sognano, perché no, un guardaroba come il suo.

Ma Chiara non è più una blogger nè solo un’influencer: è un’imprenditrice a tutti gli effetti e probabilmente un nuovo modello di business. E un suo store a Milano non poteva mancare.

Perché Chiara non si ferma e va avanti per la propria strada. Altro volo, altro viaggio, altra meta, altra foto, con coraggio e ottimismo. Ha costruito un’azienda che cresce con numeri sbalorditivi, è testimonial di famosi brand, il suo account su Instagram ha raggiunto i 10 milioni di followers e da un posto all’altro del mondo, continua a mettere in pista nuovi progetti, nuove idee, a rompere schemi.

Forse per gli haters non c’è tempo.

Con quel suo logo a forma di occhio Chiara Ferragni lancia il messaggio più semplice e immediato di tutti: “guardami”.

E decisamente più che social. E funziona.

Sì, mi piace!