GUARDANDO IL MONDO CON GRAZIA

Mia madre comprava regolarmente Grazia quando io ero una bambina e sosteneva che fosse l’unica rivista femminile che valesse la pena leggere. Ricordo come sfogliava il settimanale tutta contenta, pagina dopo pagina, io curiosavo seduta accanto a lei e sono quasi certa che coltivassi già allora una piccola passione per le scarpe.

Oggi sono una delle tantissime affezionate lettrici, mi sono tenuta le buone abitudini di mia madre e sfoglio le pagine di moda di questo settimanale che per me fa la differenza, ma non solo per le scarpe. Ho imparato a leggere con grande interesse certi reportage, certi articoli dedicati ad argomenti di grandissima attualità, certi approfondimenti di tematiche spesso delicate per le quali è fondamentale saper trovare il taglio adeguato, la risonanza opportuna e soprattutto il giusto tono di voce. Della rivista condivido l’approccio, un certo rispettoso modo di fare notizia, anzi, giornalismo. Giornalismo serio, vero.

E la voce, soprattutto quella che viene data al mondo femminile.

Quando ho aperto il mio blog avevo già alcuni punti di riferimento, avevo perfettamente chiaro in testa quali fossero le riviste o i giornali in cui avrei ritrovato un allineamento col mio gusto e con le mie idee, non solo in fatto di moda e make-up.

Grazia era ovviamente in cima alla lista, proprio per questo, per il suo sguardo sul mondo. Uno sguardo diverso.

In più occasioni, soprattutto per certi articoli riguardanti il ruolo delle donne nel mondo del lavoro e della politica, per cui cercavo punti di vista differenti, qualcosa che andasse oltre il senso comune o l’ovvietà, ho trovato nella rivista uno sguardo che mi mancava, molto più attento e più autentico, in qualche caso più coraggioso.

Credo che oggi questa elegante e preparata rivista italiana, sia un ottimo esempio di come si possa fare giornalismo dando voce anche a ciò che appare scomodo da raccontare o che a volte non si ha voglia di ascoltare. Perché certe posizioni sono difficili da prendere, certi luoghi comuni e certi pregiudizi sono difficili da smantellare, certe scelte sono delicate da gestire e non tutti lo sanno fare, soprattutto quando alcuni continuano a considerarti solo pagine di vestiti e scarpe che passeranno di moda prima che inizi la prossima stagione. Saperlo fare aggiungendo elegante professionalità e passione per il proprio lavoro è sicuramente un plus. E tutto questo è confermato anche dalle numerose lettere ricevute dalla redazione e pubblicate nelle prime pagine: mail di lettrici che apprezzano, criticano, commentano e dicono come la pensano. Sicuramente non c’è spazio fisico per tutte, ma per ognuna di quelle pubblicate c’è sempre una risposta.

Io la chiamo “attenzione all’ascolto” e mi piace molto.

Mi piace l’idea che esista un giornale che non si limiti ad essere solo una rivista femminile, ma che ha il coraggio di fare un lavoro che va oltre, di prendere posizione, di prendere le difese o le distanze a seconda dell’argomento – come è successo con la campagna di Hillary Clinton, con i numerosi casi di femminicidio e più recentemente con le reazioni sulla vicenda di Asia Argento, un’altra delle numerose attrici vittime del produttore hollywoodiano Harvey Weinstein  – perché anche una rivista può aprire un dibattito che poi diventa dialogo, può proporre un nuovo punto di vista che poi diventa uno sguardo più attento sul mondo, specialmente il nostro, quello che viviamo oggi.

Come molti di voi sanno, di Grazia non mi perdo nemmeno un numero – o almeno faccio del mio meglio – e attendo sempre il giovedì mattina con l’emozione saltellante di una ragazzina perché non vedo l’ora di avere la mia copia. Sono piacevolmente orgogliosa di postare ogni volta la foto su Instagram e mi sono sentita davvero onorata quando la redazione, per ben 4 volte – e in modo del tutto inaspettato per me – ha pubblicato le mie foto di momenti condivisi col la rivista nel mio quotidiano.

Anche per questo ho deciso di scrivere questo post, perchè condividere una visione autentica sul mondo che vivo non poteva più essere rimandata.

Daniela

 

 

 

 

8 MARZO: NON SOLO OGGI

Io abito me stessa.

Ogni giorno, non solo oggi.

Vivo del mio respiro, delle mie azioni, delle mie scelte e dei miei sbagli.

Vivo delle mie emozioni, dei miei sentimenti, dei miei pensieri, delle mie idee e del mio sguardo sul mondo attorno a me.

Io abito la mia pelle che si colora d’estate e che si sbianca durante l’inverno,

abito i miei capelli, le mie mani fredde, lo smalto sulle unghie, il mio vestito e il mio tacco alto.

Abito il mio sorriso, soprattutto quando non riesco a trattenerlo.

Abito la mia voce quando canto e quando non pronuncio nemmeno una parola.

Abito il mio carattere e il valore delle mie parole.

Abito la mia adrenalina, la mia esuberanza, il la mia fatica, il mio sonno troppo corto e la mia preghiera in silenzio.

Abito i miei ricordi, i miei sogni, la mia mente, la mia anima.

Abito il mio pensiero e la mia capacità di discernere, il mio diritto come quello di ogni altro essere umano.

Abito il rispetto per il lavoro, il mio e quello degli altri, il diritto di poter decidere se lasciarlo o di farne una carriera.

Abito il mio diritto allo studio e all’espressione, abito la volontà di non adeguarmi a ciò che non funziona, il mio rifiuto di restare a guardare senza alzare un dito per cambiare.

Abito la mia incapacità di resa e la mia voglia del meglio, in tutto, sempre.

Abito la libertà di opinione e il battito del mio cuore che mi ricorda che sono viva.

Abito il mio presente e il mio sguardo sul futuro.

Per le donne che scelgono di dire ciò che pensano, per tutte quelle che non hanno voluto piegarsi e che per questo hanno pagato con la vita.

Per me stessa e per la donna che sono.

Ogni minuto, non solo adesso.

Ogni giorno, non solo oggi.

Buona festa della donna a tutte noi.